Anton Cechov – Zio Vanja



Anton Cechov – Zio Vanja
Zio Vanja è un dramma teatrale scritto nel 1896 da Anton Cechov, dove sono ben presenti i tratti essenziali della poetica dello scrittore russo. L’attitudine rassegnata e dolente di fronte ad un ineluttabile sempre sottinteso, l’attenzione quasi morbosa per il dettaglio psicologico aberrante e rivelatore, la capillare ricostruzione di atmosfere più che di vicende, si esaltano in un tipo di rapporto di rappresentazione che, escludendo il protagonista, instaura sulla scena una sorta di livellamento. I personaggi di Cechov subiscono una sorta di estraniazione e di incomunicabilità, anticipazione dei motivi fondamentali della drammaturgia moderna.
La storia inizia nel giardino della tenuta del professor Serebrijakov; il dottor Astrov discute con la balia Marina di quanto sia noiosa e frustrante la vita del dottore di campagna. Arriva Vanja e il discorso si sposta su quanto l’ordine della casa si sia scomposto con l’arrivo del professore e della sua giovane seconda moglie, Elena. Dove prima c’erano metodo e lavoro ora c’è confusione e pigrizia. Vanja disprezza il professore per la sua pomposità e per la sua inconcludenza, e deplora il fatto che una bella e giovane donna come Elena si sia legata a lui, gettando al vento la sua vita.