Andrea Tiddi - L&eccezione che governa. Il concetto di politico in Walter Benjamin



Andrea Tiddi - L&eccezione che governa. Il concetto di politico in Walter Benjamin
Il più importante impegno filosofico di Benjamin è stato quello di liberare il materialismo storico dall’idea-gabbia di «progresso». Per Benjamin è necessario recuperare il pensiero materialista al suo movente originario: essere il «pensiero del possibile», capace di cogliere i momenti «eccezionali» che si aprono al cambiamento. Il materialismo, se è un pensiero della trasformazione, è inevitabilmente soprattutto una ricerca delle possibilità latenti che sotterraneamente muovono il presente, dei moventi utopici che aprono la via alla trasformazione del presente. È possibile afferrare l’attualità di queste forze del cambiamento solo se si guarda alla realtà storica con lenti particolari. Qui si può scorgere il momento politico sul quale Benjamin costruisce la sua filosofia, la sua idea «messianica» di redenzione della storia. È proprio la riflessione su questo aspetto metodologico del suo pensiero a essere per lo più rimasta indecifrata.
Nella visione di Benjamin, la storia è un campo aperto in bilico tra eterno ritorno delle forme di dominio e occasioni di liberazione da esse. Il presente ha il doppio volto di un dio bifronte che, da un lato, minaccia l’arrivo di una prossima catastrofe (il rimanere immutato dell’ordine del mondo), dall’altro, annuncia la trasformazione radicale della vita (la fine della storia come storia della sovranità). Il suo metodo dialettico è proteso a cogliere queste possibilità latenti e le tensioni antinomiche che attraversano la realtà storica generando un campo di forze irrisolte. Nel metodo troviamo il vero lascito che, al di là delle singole riflessioni, il pensiero benjaminiano ci consegna e sul quale vale la pena finalmente porre l’accento.
Cogliere l’eccezione che incrina l’ordine presente è l’obiettivo del metodo dialettico di Benjamin. Il comunismo stesso, regno della possibilità restituita e della felicità compiuta, inteso come idea-latente tratta dal fondo della protostoria dall’anamnesi materialista, va ben oltre il meccanicismo e il determinismo dell’ideologia del progresso. È, piuttosto, una possibilità data a ogni presente storico. È un’occasione di liberazione più volte tentata dall’umanità, che alla fine deve messianicamente compiersi.